Perché Un altro Po

Barca

Vorrei vivere in un mondo migliore ma più ancora vorrei che gli altri dopo di me, gli altri tutti, gli animali gli alberi le rocce le acque… insomma tutti tutti, potessero vivere meglio. Meglio e con meno.
C’è un fiume che è bello. Era bellissimo e portava con sé vita. Vita ed a volte morte. Non lo faceva con cattiveria o distrazione, era semplicemente il suo compito, la sua natura. Anche noi umani sappiamo portare vita e morte. Solo che a volte, invece, lo facciamo con stupidità, cattiveria, disattenzione. Questo fiume, come tutti noi di questa parte del mondo, diciamo appunto, padana, l’ho attraversato su grandi e piccoli ponti, molte volte. Non lo degnavo di grandi attenzioni. Era il Po, il fiume più grande d’Italia, il più lungo. Tutto li. Ma non lo trovavo interessante. Ora si. E penso che quasi tutti noi lo abbiamo dimenticato. Ci buttiamo dentro di tutto. Gli chiediamo acqua e tanta e non siamo gentili. Ci siamo dimenticati di ringraziarlo. Nel Po molta gente ci ha lasciato le penne, molti uccelli ce le lasciano tutte e i pesci lo lasciano e basta, quando ce la fanno.

Vorrei risalire il Po con una piccola barca a remi e a vela che ha costruito con passione e sapienza antica il mio amico Roland Poltock. Incontrare la gente, le persone che hanno un legame, una vita, un racconto legato al Po. Accogliere tutti coloro che vorranno remare con me e condividere una parte del cammino. Non importa chi siano, se barcaroli, politici o prostitute. Vorrei navigare con voi sulle sue acque e non sporcarle troppo; sentire che mi dice lui e che mi dice la gente che ci vive intorno. Ad aprile e maggio. Ad aprile e maggio c’è ancora un po’ d’acqua nel Po. Da Venezia si può arrivare fino a Piacenza, a Casale e forse a Torino, ma a volte bisogna scendere e spingere. Una volta si andava senza problemi da Venezia a Torino ed oltre. Ma si potrebbe di nuovo. Mi date una mano? Venite a vogare con me? A parlarmi del vostro Po. O di un altro Po. Vi racconterò il mio viaggio su Radio 24, farò un documentario e scriverò un diario di viaggio.
Mi sentirei un po’ meno solo e lui un Po meno triste. Un altro Po

Giacomo De Stefano

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