Come nasce il progetto

Barca

Il progetto nasce da un moto spontaneo di un animo, un sentimento vero e sognante, da un urlo che cambiare si può e che non ci si deve rassegnare mai, che bisogna agire e fare quello che si può anche solo con le proprie forze.
E Giacomo questo può: fare un viaggio lungo un fiume, una volta fonte e vettore di vita che ora è quasi cosa morta e inutile, un viaggio a remi e vela quasi anacronistico eppure tanto attuale e indispensabile per invertire la rotta, la rotta di un progresso sfrenato e cieco che ci ha fatto dimenticare di quello che siamo stati e di quello che ci fa veramente bene.
Giacomo è una persona semplice che è stato varie cose nella vita attraversando le esperienze più disparate, viandante, ricercatore e documentarista, con una sapienza del vivere con poco o nulla, che oggi vive su una barca nella laguna di Venezia e sa resistere a tutte le condizioni.

Il viaggio lungo il Po è un’esperienza dettata dall’istinto non dal calcolo, che esce dagli schemi classici del viaggio ad effetto e dal bisogno di sponsorship. Giacomo non chiede nulla ma riceve quello che la gente e la strada regaleranno: un’esperienza fuori dai meccanismi del mercato che si autoalimenterà lungo il cammino in maniera spontanea esclusivamente dalla bontà d’animo di chi saprà aiutarlo, dalla necessità di riattivare un economia virtuosa dello scambio, di sentimenti e di cosa gratuite, perché si sentono dal cuore, perchè è giusto e non perché conviene. Chi vorrà donerà spontaneamente e il suo ritorno seguirà in maniera naturale.

Viaggio senza pretese di educazione, ma con l’obiettivo di puntare la luce su quello che ci stiamo dimenticando: il Po, il fiume come metafora della vita, un perdersi lungo il flusso dell’acqua per azzerare tutte le sovrastrutture inutili che ci appesantiscono la vita, le finte sicurezza materiali, per fare il vuoto e godere della irresistibile sensazione di libertà di farsi trasportare dalla corrente e dalla forza delle braccia umane, il vero lusso della leggerezza dell’essere e semplicemente essere.

Le cose infatti succedono se proviamo ad ascoltare gli altri essere umani e la natura che ci circonda, se facciamo silenzio per un attimo possiamo ascoltare il battito dei cuori dei nostri simili fino a un concerto tamburante in tutto il mondo, se facciamo silenzio anche ora e mettiamo l’orecchio a terra possiamo quasi sentirlo il battito del cuore della terra e di tutti gli esseri viventi…
Un viaggio che può essere la chiave per ritrovare la nostra vera natura e lasciare i pesi inutili, godere della circolarità del dono, del tutto che va e torna se sappiamo dare e anche ricevere.
La vera felicità non è avere cose, ma la consapevolezza che attrae le cose, la prosperità è un modo di vivere e pensare non avere cose, la povertà è un modo di vivere e pensare e non la mancanza di cose.

Testo: Marco Scurati

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